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macovince Cinquino da esposizione (Cervignano)


Messaggi 2020

Garage veicoli

Spedito - 23 September 2007 :  15:21:34  Mostra profilo  Visita l'homepage di macovince  Clicca per vedere macovince's l'indirizzo Messanger MSN  Rispondi allegando il testo

Un po' di foto:

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macovince Cinquino da esposizione (Cervignano)


Messaggi 2020

Garage veicoli

Spedito - 23 September 2007 :  16:22:34  Mostra profilo  Visita l'homepage di macovince  Clicca per vedere macovince's l'indirizzo Messanger MSN  Rispondi allegando il testo

Andai all'appuntamento con tutta la documentazione fotografica e giornalistica per meglio presentare l'iniziativa, sapevo che l'uomo era molto sensibile al fattore pubblicitario e il campeggio aveva bisogno d'iniziative di svago e divertimento che, per la verità, a Grado sono sempre mancate, oltre tutto era a 2-3 km dal centro con le dovute difficoltà di collegamento, allora non c'era l'autobus che facesse linea dalla pineta al centro città.
Insomma, per farla breve, seppure dubbioso mi è sembrato interessato, quasi convinto.
Mi licenziò con la promessa che di lì a poco mi avrebbe fatto sapere qualcosa, mentre io ero quasi certo che la cosa si sarebbe fatta, quindi, pieno di entusiasmo convocai una riunione del gruppo facente parte della scuderia per dare la notizia.
La pianta della pista di Grado pineta

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e una sbiadita veduta aerea che ho ricevuto non so da chi in quanto vietatissime

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Il nostro, come ho detto, oramai era un gruppo ben affiatato e numeroso che mai aveva dato problemi di affidabilità e serietà, anche quando andavamo a tracciare i percorsi delle gymkane nei paesi dove si svolgeva il Campionato Regionale, andavamo la sera e a volte si lavorava fino all'una, due di notte cercando di fare meno rumore possibile per non infastidire la gente che poi ci avrebbe resa la vita difficile.
Non a caso le gymkane organizzate dal nostro gruppo avevano successo, nulla era demandato al caso, di volta in volta, di anno in anno, gli appunti anche più banali li riportavo e conservavo per non dimenticare nulla

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Non feci i conti con alcuni ragazzi “bisiachi” (da”bis acquae, come vengono definiti quelli che abitano tra i due fiumi Isonzo e Timavo) che avevano partecipato alla riunione in veste di simpatizzanti ma che simpatici, in futuro, non furono affatto perchè, lo seppi dopo, andarono di notte a correre nella pista facendo fracasso e mettendo in allarme il titolare dell'impianto.
Logica conseguenza, un diniego freddo e deciso con diffida a ritornare in pista.
Non mi diedi del tutto per vinto e, memore di alcune scampagnate fatte con figli e parenti in quel di Belvedere, a ridosso di Aquileia verso il mare, mi ricordai che al centro di un bellissimo boschetto c'era una ambia radura libera da vegetazione.
Pensai, bellissimo posto, riparato naturalmente si poteva recintare con facilità ed il rumore non avrebbe disturbato nessuno perchè anche in quella località, essendo vicina al mare, c'era un campeggio.
La proprietà era di un ex-parlamentare, almeno così si diceva, che abitava in Svizzera per la maggior parte dell'anno, di tanto in tanto ritornava a controllare il buon andamento delle gestione della tenuta agricola e del campeggio.
Tutto fare, segretaria particolare era una ragazza che conoscevo molto bene che contattai per avere i suoi appoggi che sembrava fossero determinanti ma in questo caso non ottenni neanche una udienza.
“Chi la dura la vince” è sempre stato il mio motto e finalmente arrivò la segnalazione giusta, stava per iniziare



LA STAGIONE DELL'AUTOCROSS

In comune di Villesse, in provincia di Gorizia a circa 10 km da Cervignano c'erano molti terreni comunali vicini al greto dell'Isonzo per i quali l' Amministrazione Comunale cercava un' occasione di sviluppo oltre a quello artigianale che non decollava mai.
In questa iniziativa avevo con me molto interessato e attivo l'artista Bertino,
ricordate ? Il “pinel”. Ci informammo e andammo ad incontrare il sindaco, il macellaio del paese, assicuratore suonatore di fisarmonica nella banda, socio attivissimo della Pro calcio e dell'Associazione cacciatori locale.
Uomo pratico e intelligente capì subito che la cosa poteva interessare un paese che da quando era rimasto tagliato fuori dalla strada provinciale era morto commercialmente trasformandosi via, via in un dormitorio che lui e i soliti quattro, sempre e solo quelli, cercava di tenere vivo con le associazioni che ho nominato.
Ci disse, fatemi una bella presentazione con domandina e io la porto in discussione in Giunta.
Noi, come sempre, facemmo le cose per bene, realizzammo in scala un plastico dove si vedeva la pista di autocross già fatta, tra l'autostrada VE-TS e il fiume in un terreno comunale diventato discarica abusiva e un piccolo appezzamento privato di una signora, la mitica Maria, che gestiva uno dei due bar del paese.
Nei primi viaggi fatti a Villesse avevamo avuto modo di conoscere la Maria che è sempre stata con noi prodiga di consigli in particolare quando c'era da informarsi sugli umori dei soliti quattro che gestivano le tre associazioni dominanti in paese e che frequentavano il locale. S'incominciava a parlare di questa pista, qualche volta con spirito critico.
Ci fece conoscere Rizzieri, il postino, che in futuro ci fu di grandissimo aiuto perchè dopo aver distribuito la posta, al mattino, saliva sul suo vecchio Landini e andava a fare lavoretti in un suo piccolo appezzamento o anche per conto terzi, in particolare si era dotato di una trivella per fare i buchi nel terreno e piantare i pali delle vigne.
Sarà, in futuro, indispensabile per realizzare la recinzione della pista.
Come passatempo Rizzieri andava, in stagione, a recuperare le lumache che trovava sul greto del fiume, non vi dico quanto fosse prelibato il risotto che ci faceva la Maria, io le lumache sole non le mangiavo, mi facevano impressione, ma Bertino ne era golosissimo, che sughetto.....mmmmmmmmmm.
Arrivò presto il parere favorevole della Giunta, stilammo un contratto d'affitto con il Comune mentre per la porzione di terreno che era di proprietà della Maria del bar c'era un problema.
L'aveva dato in comodato gratuito ad un suo cliente che andava a tagliare l'erba per i conigli, il quale, quando seppe della cosa, si rifiutò di liberare la proprietà da un suo diritto di prelazione.
Insomma, noi che di diritti sui terreni agricoli non ne sapevamo nulla, dopo esserci informati presso l'Ass. Coltivatori dovemmo cedere e consegnare, se non ricordo male £.400.000 all'astuto contadino.
Ci rendemmo subito conto che non bastava pala e piccone per risistemare la zona e che il costo orario di una ruspa non era per niente indifferente.
Anche in questo caso avemmo un idea geniale.
Conoscevo molto bene perchè cliente, il Capitano responsabile del Genio Militare di stanza a Villa Vicentina, allora grosso centro militare non distante da Villesse, il rapporto si era fatto abbastanza confidenziale anche perchè abitava nello stesso condominio di Bertino, si andava a prendere il caffè assieme e proprio in una di queste occasioni parlando “del più e del meno” gli faccio cenno dell'iniziativa e della difficoltà che avevamo per i lavori di smassamento.
Idea geniale del Capitano. Ci dice, guardate, noi andiamo a fare addestramento con le reclute per l'uso delle ruspe lungo l'argine dell'Isonzo, io ho un'idea, se ci state la sviluppiamo.
Voi ci pagate il carburante e noi facciamo il lavoro. Voi risparmiate un mucchio di quattrini, noi facciamo addestramento senza gravare sulle casse del Comando con l'ulteriore vantaggio di esercitare i militari a fare un lavoro compiuto non un semplice movimento terra, avanti e indietro, come al solito, preparate la domanda e la presentiamo al Comandante.
La cosa andò in porto, per una settimana due ruspe fecero un bellissimo lavoro creando dal nulla un terrapieno su quasi tutto il perimetro e rimasero anche la notte parcheggiate in pista con relativi militari di guardia, onde evitare il trasbordo dalla caserma al posto di lavoro tutti i giorni.
Che c...o direte voi e io replico......”la fortuna aiuta gli audaci”.
Per tutto l'inverno, con un freddo boia io, Bertino, il postino e qualche, pochi per la verità, volontario andammo in pista a piantar pali e tirare la rete di recinzione.
Arrivavamo, la domenica, sosta dalla Maria a berci il caffè con doppia grappa per scaldarci, facevamo come i lavoratori veri, e poi via a farci i calli alle mani.
Nei successivi giorni di primavera era diventato anche luogo di svago per i figli e le mogli che preparavano la griglia.
Devo riconoscere la validissima collaborazione dell'amico Sindaco, tale è diventato poi, che non disdegnava in occasione delle gare future di prendere la falce e andare a tagliare l'erba sul terrapieno.
Bertino che è sempre stato uomo di spirito e lo è tuttora, quando il Sindaco ci diceva: “ma non avete visto che erba alta c'è ?”, lui, il “pinel”, replicava: “vedi ti Renato, vedi e provvedi” e lui provvedeva.
In occasione della prima gara avevo contattato la Croce Verde Goriziana per il servizio di ambulanza. Prima di partire il Direttore di gara, coscienziosamente va a vedere in ambulanza se c'era la minima attrezzatura e il medico, accortosi che il mezzo era privo di tutto non voleva dare la partenza se non avessimo provveduto a dotarlo di un laccio emostatico, garze e disinfettante, meno di così.......Renato è corso a casa, a preso quello che ha trovato nella cassetta dei medicinali casalinghi ed ha risolto il problema, che collaborazione, non vi pare ?
Grande Renato, grande Sindaco, ce ne fossero Sindaci così !
Come capita nelle piccole realtà di paese c'è sempre un po' di diffidenza verso “lo straniero” e i paesani di Villesse non facevano eccezione, per giunta qualcuno dell'opposizione politica ci speculava e quindi la Maria incominciò a raccogliere i primi commenti critici nei confronti di questi che vengono da Cervignano e subito ottengono il benestare dell'Amministrazione. Che fare ? Semplice, contattammo, su suggerimento di Renato, i rappresentanti della Pro Calcio e offrimmo loro la possibilità di gestire il chiosco che si sarebbe costruito per la mescita di bevande e grigliate in occasione delle gare. Affare fatto, con un boccone avevamo preso due piccioni, ci eravamo sollevati dal problema organizzativo del chiosco per il quale non avevamo personale sufficiente e avevamo dato la possibilità ai locali di guadagnare “una lira”mettendoli a tacere.
Non avevamo ancora fatto i conti con la Commissione di vigilanza per le dovute autorizzazioni, la qual cosa ci costò soldi e tempo.

(continua)

Bisogna essere di mente aperta, ma non tanto da far uscire il cervello.

Modificato da - macovince on 23 September 2007 22:10:19
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Nicolicchio Cinquino da esposizione (Mestre)


Messaggi 3005

Garage veicoli

Spedito - 23 September 2007 :  22:57:23  Mostra profilo  Rispondi allegando il testo

Ormai questo post è diventato una droga non riesco a farne a meno. Bravo Vincè; hai il dono di riuscire a tenerci calamitati al monitor con questi tuoi splentidi racconti di vita vissuta.

"Signorina gradisce un whisky?"
"Solo un dito grazie"
"E' sicura di non volere prima un whisky?"
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Natale Cinquino da esposizione (Catania)


Messaggi 8838

Garage veicoli

Spedito - 23 September 2007 :  23:23:52  Mostra profilo  Rispondi allegando il testo

E' vero quello che scrive NICOLICCHIO, questo post è diventato come una droga. L'altra sera ho proposto a mia moglie di andare al cinema, no mi ha risposto, fra poco vedrai che MAGOVINCE scriverà il seguito della sua storia. E pensare che alla prima pagina del post ha scritto: se vi annoio...........

Riuscire a mandare qualcuno a ******o è una pensata di molti ma una virtù di pochi...

Modificato da - Natale on 23 September 2007 23:24:42
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chepa13 Cinquino da esposizione (Parma)


Messaggi 2973

Garage veicoli

Spedito - 24 September 2007 :  00:28:45  Mostra profilo  Rispondi allegando il testo

Io proporrei una sezione apposita come "I Restauri di Eass"...
Del tipo "I racconti di Macovince" da Cervignano con furore...

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macovince Cinquino da esposizione (Cervignano)


Messaggi 2020

Garage veicoli

Spedito - 24 September 2007 :  17:39:01  Mostra profilo  Visita l'homepage di macovince  Clicca per vedere macovince's l'indirizzo Messanger MSN  Rispondi allegando il testo

Ecco come si presentava l'area dove stavamo realizzando la pista

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ed il plastico


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Purtroppo eravamo, nostro malgrado, incappati nella Provincia di Gorizia dove la Commissione di Vigilanza Pubblici Spettacoli, che è quella che sovraintende ai sopraluoghi ed alle autorizzazioni di manifestazioni di ogni tipo, non aveva alcuna esperienza di gare automobilistiche.
Questi signori si erano documentati sulle misure di sicurezza obbligatorie negli impianti fissi, negli autodromi come Monza dove lo sviluppo e le distanze sono tutt'altra cosa rispetto ai nostri 950 mt. concentrati con curve e controcurve in una superficie di 2000 mq.

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Per prima cosa ci fecero spendere una decina di milioni di guardrail da installare in una zona dove non c'era, a nostro avviso , nessun rischio di uscita autovetture, inoltre pretesero la presenza di tre estintori da 200 kg., roba da spegnere l' incendio di una petroliera ma in futuro accettarono, su nostra segnalazione, la sistemazione in ogni curva di un estintore da 5 kg. ed una vettura, anch'essa con un paio di estintori, che noi adattammo tagliando il tetto ad una vecchia ambulanza Fiat 1100.
Come se non bastasse ci resero obbligatoria la presenza di due persone con tute antincendio.
A tale proposito fu molto comica la scena che si presentò in occasione della prima gara.
Non avendo alcuna intenzione di acquistare le tute ignifughe, dato il loro costo, mi rivolsi ad una cooperativa che faceva servizio antincendio nel porto di Trieste supponendo che fosse adeguatamente attrezzata.
Solo dopo la gara ci siamo accorti che le due persone addette avevano sì le tute di un tessuto metallizzato, che fossero ignifughe non ci giurerei, ma la cosa più comica è che avevano le scarpe da ginnastica in gomma verniciate con porporina argento, quella che si usava per i tubi da stufa.
Non vi sto a tediare con tutte le osservazioni e imposizioni che ci sono state fatte in tre distinte visite sul posto, la più ridicola resta la richiesta dei servizi igienici.
La Commissione, per quanto riguarda questo indispensabile servizio fecero riferimento alle normative previste per le sale da ballo che prevedevano un servizio, distinto uno per le signore e uno per i maschi, ogni 200 persone.
Calcolato che si potevano ipotizzare 4 persone per mq, per lo sviluppo del perimetro della pista, che non ricordo quale fosse, necessitavano qualcosa come 50 servizi igienici.
Abbiamo fatto notare che essendo in campagna tutta questa esigenza, per ovvi motivi, non c'era e si arrivò ad un compromesso di 2+2 WC che installammo in un vecchio edificio abbandonato e attiguo la pista.
L'unica strada di accesso all'area passava attraverso un tunnel sotto l'autostrada, questo ci facilitò la chiusura per far pagare l'ingresso al pubblico

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certamente però tutti quegli ignari automobilisti che nelle domeniche di gara transitavano per l'autostrada VE-TS e si fermavano attratti dallo spettacolo che si vedeva dall'alto, furono oggetto di un particolare interessa della Polizia Stradale che facevano contravvenzioni a raffica.
Come in tutti i lavori che si rispettino non ci fu solamente un inconveniente, quello della Commissione di collaudo, ma ci accorgemmo in corso d'opera che sotto quel terreno passava la tubazione del gas metano diretta verso Trieste, cosa molto pericolosa anche se interrata.
Contattammo immediatamente il Consorzio che dopo non poche difficoltà, quando sentirono che sopra quelle tubazioni ci avrebbero corso delle macchine in gara, ci fecero fare un getto in cemento di circa 50 cm. in corrispondenza delle corsie interessate.
Ci mancava il pozzo artesiano poiché si prevedeva molta polvere e quindi dovevamo organizzare un servizio di carro/botte che tra una batteria e l'altra bagnasse la pista.
Fortuna volle, almeno questa, che riuscimmo a risolvere la cosa in modo molto semplice e sbrigativo, essendo vicino al greto del fiume che è di tipo torrentizio, le falde acquifere sono quasi a livello del terreno, bastò scavare circa tre metri, sistemare un bel tubo in cemento e trovammo l'acqua necessaria a costo zero.
Per noi è cosa normale avere in ogni casa un pozzo artesiano con l'acqua gratis e di ottima bevibilità, anche se ai primi del secolo bastava “scendere” con il tubo di pesca per una ventina di mt. mentre ora, con l'inquinamento, si dice di origine agricola, non me ne vogliano i contadini, si deve andare a profondità di almeno 200 mt.per evitare l'atrazina.
Intanto anche i soci della Pro Calcio si erano dati da fare costruendo una bella baracca in legno, rustica ma funzionale, con una tettoia che consentiva di sistemare i tavoli per oltre un centinaio di persone al riparo da pioggia e sole.
Incominciava a prendere forma l'impianto sportivo.
A dimostrazione che le avevamo proprio pensate tutte, per ottimizzare i servizi in pista, avevamo addirittura interrato dei cavi elettrici per la comunicazione citofonica tra le varie curve e la torretta della direzione di gara, manufatto che mettemmo in opera con un ponteggio di tubi Innocenti.
La parte più importante era la pista vera e propria che realizzammo con un terreno particolarmente adatto, composto da pietrisco di una specifica zona del Carso macinato piuttosto fine, di colore rossastro, come i campi da tennis, ma non di derivazione mattoni tritati come si usa in questi casi.

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Questo composto aveva la particolarità di compattarsi molto bene specialmente dopo essere stato bagnato ed un successivo periodo di riposo con tanto sole.
Era molto importante perchè le auto da cross che usavano gomme da fuoristrada, come le moto del resto, molto tassellate, creavano dei profondi solchi, quando si era smossa la “crosta” superficiale diventava in breve un campo da battaglia.
In effetti la nostra pista era una delle migliori come fondo stradale mentre in regione c'erano piste che essendo realizzate preferibilmente sul greto dei torrenti avevano un fondo che definire ghiaioso era un eufemismo.
Anche per il lavoro di sistemazione del manto, sia prima che dopo e durante le gare avevamo la collaborazione di Vittorio, di pochissime parole, ma uno specialista della ruspa che lavorava presso una fabbrica di latterizi a qualche centinaio di metri da noi, era capace di “levigare” il fondo con un tocco preciso e delicato manovrando la benna come fosse un pennello.
Insomma, come nostra abitudine, avevamo fatto le cose con impegno e bene.
In quel periodo, in Friuli c'erano già quattro piste Bordano, Imponzo, Faedis e Godia (Ud), come nei periodi del fiorire del karting la nostra Regione si era dimostrata all'avanguardia rispetto ad altre zone d'Italia.

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Il più vicino impianto fuori Regione era quello di Spresiano, vicino Treviso.
Per qualche anno quindi ci fu una intensa attività autocrossistica, solo noi avevamo in calendario 3-4 gare per stagione.

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Natale Cinquino da esposizione (Catania)


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Spedito - 24 September 2007 :  18:45:09  Mostra profilo  Rispondi allegando il testo

vincenzo una curiosità? esiste ancora la pista? poi intravedo le mitiche NSU PRINZ, come si comportavano in pista? ;(

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Natale Cinquino da esposizione (Catania)


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Spedito - 24 September 2007 :  18:46:13  Mostra profilo  Rispondi allegando il testo

Citazione:
Originariamente inviato da Natale

vincenzo una curiosità? esiste ancora la pista? poi intravedo le mitiche NSU PRINZ, come si comportavano in pista?



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macovince Cinquino da esposizione (Cervignano)


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Spedito - 24 September 2007 :  19:07:49  Mostra profilo  Visita l'homepage di macovince  Clicca per vedere macovince's l'indirizzo Messanger MSN  Rispondi allegando il testo

Natale, per quanto riguarda la pista ti rispondo nelle prossime puntate altrimenti mi brucio l'argomento, le NSU, in particolare le TT e le TTS 1000, erano delle piccole bombe.

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Natale Cinquino da esposizione (Catania)


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Spedito - 24 September 2007 :  19:14:41  Mostra profilo  Rispondi allegando il testo

OK. Anche le 1200 erano una potenza, mamma mia come andavano.:0

Riuscire a mandare qualcuno a ******o è una pensata di molti ma una virtù di pochi...

Modificato da - Natale on 24 September 2007 19:16:04
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EddyB Cinquino tenuto bene (Prato)


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Spedito - 24 September 2007 :  21:59:00  Mostra profilo  Rispondi allegando il testo

Certo è che dovevano essere altamente spettacolari :0

IO DETESTO I FALSI!!!
Cmq stampatemene ancora.....
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macovince Cinquino da esposizione (Cervignano)


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Spedito - 25 September 2007 :  17:27:25  Mostra profilo  Visita l'homepage di macovince  Clicca per vedere macovince's l'indirizzo Messanger MSN  Rispondi allegando il testo

Con sacrificio e impegno arrivammo finalmente al collaudo finale ed alla prima gara d'inaugurazione.

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Ma nel mentre progredivano i lavori della pista io avevo anche in cantiere la macchina che avrei usato in gara, potevo “spendermi” per la realizzazione dell'impianto e non correrci ? Assolutamente no, il mio obiettivo era quello.
Esperienza specifica sul campo non avevo, sì, come al solito mi documentavo attraverso le riviste specializzate ma prove pratiche non ne avevo fatte, anzi non avevo neanche mai visto una gara dal vivo, non sapevo quindi quale fosse il tipo di vettura più adatto.
Incominciai a guardarmi in giro presso i concessionari per trovare un mezzo sufficientemente potente, affidabile ed a un costo accessibile perchè l'investimento di quella che qualcuno chiamò “campo di patate” non era stato per niente leggero, anzi Bertino, il mio socio nell'affare, da allora giurai che in futuro avrei fatto una società solo se in numero dispari meno di due, con il suo solito spirito guascone quando arrivavano le fatture da pagare mi diceva sempre: “vedi ti (tradotto vedi tu)”.
Capitai, per caso, più per curiosità e con poca speranza nella concessionaria Porsche di Udine, chiedendo se avessero una vettura, magari un po' incidentata ma riparabile.
Trovai in fondo al magazzino una 912 di colore giallo senape, era il colore che lanciò la Porsche e che andò di moda per un periodo, tant'è che anch'io avevo la Giulia Junior di quel colore.
La macchina in questione aveva una botta su un parafango anteriore ma neanche molto vistosa, dopo breve trattativa l'acquistai per £.500.000, non era una cifra folle.
La portai a casa di un carrozziere che si prestò a farmi una buona riparazione a costo accettabile visto che lo faceva come secondo lavoro nella cantina di casa.
Il motore neanche lo guardai, era il classico 4 cilindri 1600 cc. di derivazione Volkswagen, motore robusto, anche se in seguito ebbi modo di sbiellarlo, ma certamente tranquillo. Forse avrebbe avuto necessità di una preparazione adeguata, anche se capii in seguito che la potenza non era tutto, correndo su sterrati è determinante la tenuta di strada e la trazione più che i cavalli, sarebbe bastato un buon differenziale autobloccante, mi accorsi dopo che chi l'aveva mi lasciava “impantanato” nella terra e lui sgusciava via come fosse sull'asfalto.
Affermazioni banali, a posteriori ma che si apprendono sulla propria pelle sbagliando e imprecando quando vedi che “brocchi” patentati ti sverniciano senza merito alcuno, ma tant'è, fa parte del gioco.
Per verniciarla la portammo nel capannone che aveva appena costruito Bertino, dove svolgeva la sua attività di pubblicista, cartellonistica e tipografia, non avrei potuto sistemarla nel mio magazzino come feci con il prototipo 500 che poi tirammo fuori alzandolo di traverso perchè per la porta non ci passava, con il peso della Porsche non ce l'avremmo fatta.
Decisi solo il colore, verde, che doveva essere brillante e lucido e invece fu “smorto” e opaco, ma con l'artista non si comandava, l'incarico era incondizionato e la decorazione non fu certamente eccellente ma l'artista mi rispose: “ti no te capisi gnente (tu non capisce niente)”.
Le prime gare non le feci a Villesse ma in quel di Imponzo, in Carnia ed a Bordano in quella zona che più tardi diventerà l'epicentro dello spaventoso terremoto del 76, non ricordo quale fu il piazzamento, non vorrei dire una bugia ma credo che vinsi ambedue nella mia classe, dovrei andare a vedere tra le coppe se ci sono riscontri visto che non ho altra documentazione.

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In occasione della gara d'apertura ospitammo il noto pilota Arnaldo Cavallari, ufficiale Lancia nonché scopritore di Munari, con una Lancia Stratos per qualche giro di dimostrazione, in seguito anche l'amico Livio V. venne con la sua Countach Lamborghini a fare il giro d'apertura di una gara ma gli costò una bella cifra di revisione dei freni a causa di un sassolino che s'infilò tra le pastiglie di quel mostro color verde acido.
Per questa pratica sportiva si sono viste auto di tutti i tipi, ma una delle più diffuse era la Fiat 500 con i trapianti più impensabili, perfino un Porsche 6 cilindri, ma il più comune era l'Abarth della 112, tant'è che in occasione di una assemblea indetta per stilare il calendario di gare dell'anno successivo alla C.S.A.I., a Roma, io e Bertino ci andammo con due obbiettivi prioritari:
ottenere una prova di Campionato Italiano
proporre la creazione di una categoria a livello nazionale di Fiat 500 strettamente di serie.
Ottenemmo il primo obiettivo mentre fu bocciata la seconda richiesta.
L' idea era scatturita avendo notato che quella che doveva essere una disciplina economica della branchia automobilismo, si stava trasformando in una specialità sempre più costosa, si vedevano sempre più macchine sofisticate e di valore, quelle che avevano la fische scaduta per i rally diventavano ottime per l'autocross fino al punto che si son viste delle Stratos e Lancia Delta nelle varie versioni.
Mi rendevo conto che ci sarebbero state delle difficoltà di ordine pratico per evitare le solite “furbate”, cosa che già era avvenuta nelle gymkane e che stroncammo con decisione smascherando d'ufficio il responsabile

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ma pensavo si potesse risolvere facendo piombare i motori ad inizio stagione da meccanici autorizzati e di fiducia con il permesso di procedere ad un secondo sigillo in caso di rotture durante lo svolgimento delle gare dell'anno.
Purtroppo sappiamo che questo sport è troppo legato alla disponibilità economica, l'autocross poteva essere non tanto l'occasione per chi volesse cimentarsi su fondi sterrati, quanto chi voleva avvicinarsi all'automobilismo senza per questo impegnare capitali impossibili, con il tempo, ci siamo accorti che questo non era realizzabile forse per la scarsa lungimiranza degli organi competenti, io resto tuttora convinto che non servono 500 CV per divertirsi e dare spettacolo, lo si può fare con molto meno purchè tutti nelle stesse condizioni.
Resto altresì dell' opinione che se dessimo ai nostri giovani la possibilità di scatenarsi in pista, in sicurezza, molto probabilmente otterremmo due vantaggi, il primo che si facciano esperienza pratica senza rischi ed il secondo che l'esuberanza e la voglia del rischio e della velocità andrebbero a sfogarla nei luoghi preposti, gli autodromi appunto.
Per esperienza diretta posso affermare che pur riconoscendomi, con un peccato di presunzione, una certa abilità innata, tutte le esperienze pratiche dalle gymkane all'autocross al corso di guida sicura di De Adamich mi sono serviti, quanto meno a verificare il mio grado di preparazione.

(continua)

Bisogna essere di mente aperta, ma non tanto da far uscire il cervello.
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Natale Cinquino da esposizione (Catania)


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Spedito - 25 September 2007 :  17:44:52  Mostra profilo  Rispondi allegando il testo

MINCH..........I....A quante coppe. Complimenti VINCENZO, aspetto la prossuima puntata.

Riuscire a mandare qualcuno a ******o è una pensata di molti ma una virtù di pochi...
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macovince Cinquino da esposizione (Cervignano)


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Spedito - 26 September 2007 :  16:01:06  Mostra profilo  Visita l'homepage di macovince  Clicca per vedere macovince's l'indirizzo Messanger MSN  Rispondi allegando il testo

Mi viene in mente un fatto che si è verificato una domenica mentre eravamo in gita io e mia moglie, sulla pedemontana, in una località dove producono un ottimo vino dolce, il Ramandolo.
Mentre usciamo da una trattoria vedo un gruppetto di coppie, non più giovanissimi che stanno guardando ridendo un loro amico che non riusciva a districarsi con una Alfetta GTV, l'aveva parcheggiata a ridosso del muro di cinta ed era stato chiuso con pochissimo spazio sia all'anteriore che al posteriore.
Andava avanti e indietro ma era sempre lì, io che non sono capace di farmi i fatti miei, un po' per scherzo un po' perchè mi scappò il commento, passando dissi: “levargli la patente”, la battuta era solo per far una risata collettiva con i suoi amici, logica conseguenza visto che la mia affermazione era stata interpretata nel verso giusto, con tono ironico, per niente offensivo, quel signore scende dalla macchina e mi dice : “provi lei allora, se ce la fa in tre manovre le offro una cassetta di Ramandolo”.
Io allora avevo il Maserati, ma da non molto avevo ceduto l'Alfetta GTV, tale e quale a quella della scenetta, salgo, mi sistemo il sedile con calma, faccio le mie belle tre manovre senza fretta e parcheggio la macchina davanti al gruppetto.
Ha, signorilmente insistito per pagarmi la cassetta di vino che io ho cortesemente rifiutato invitandolo invece a pagare “ipso facto” un buon bicchiere di Ramandolo.
Con questo voglio dire che le manovre fatte in tante gymkane erano servite, tuttora quando mi capita di trovare un parcheggio piuttosto stretto e magari qualcuno che sta a guardare con atteggiamento critico, mi diverto a lasciarlo allibito.
Dicevamo che la Fiat 500 era una delle vetture più diffuse con le motorizzazioni più svariate, frequenti erano i cappottamenti spettacolari e mai cruenti.

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Ricordo che in occasione della prova di Campionato Italiano venne e vinse con facilità un ragazzo piemontese, forse di Torino, il cui papà, meccanico, gli aveva preparato una 500 da favola con motore 112 Abarth.
Sui dossi saltava come una gazzella e quando toccava terra partiva come se avesse avuto le sospensioni intelligenti, oggi si definiscono, e un differenziale autobloccante, aveva però un controtelaio all' interno del cofano anteriore che irrigidiva tutta la scocca.
A fine gara il vecchio meccanico voleva vendermela, evidentemente aveva in mente qualcosa di più evoluto per l'anno successivo.
Trasportavano la vettura con un Ford Transit e ci stava al centimetro come un figlio sta in grembo alla mamma, chissà se questo ex-ragazzo ci legge, se non ricordo male quell'anno vinse il Campionato Italiano, credo fosse il 1978.
Le sportellate erano all'ordine del giorno anche se non sempre entro i limite della correttezza

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ma non sempre paga e ....... “chi la dura la vince”

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altre volte furono i guasti meccanici a fermarmi o, come in questo caso, l'incendio del filtro dell'aria in seguito ad un ritorno di fiamma, per fortuna che il tempestivo intervento dei ragazzi del servizio antincendio ha risolto il problema in tempo utile a salvare il motore

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Anche l' esercizio del cappottamento, che io non ho mai praticato, per qualcuno era prassi quasi domenicale, peccato che l'amico Luciano lo facesse con la macchina
che gli avevo ceduto e che aveva in breve resa irriconoscibile.
La sequenza delle foto ci mostra l'effetto sulla macchina e sull'uomo che non sa come sfogare la rabbia con chi gli ha dato il colpetto decisivo

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e conseguente lancio del casco


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I momenti meno stressanti e più piacevoli arrivavano con la cena di fine stagione quando si coglieva l'occasione per ringraziare gli amici/collaboratori con l'augurio di rivedersi l'anno successivo rivolto anche ai colleghi/rivali e occasione propizia per presentare il nuovo sponsor

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Un grazie di cuore alla Signora Maria

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e al postino “volante” Rizzieri

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Un saluto affettuoso a chi non c'è più, con tristezza,
all'amico Franco che ha “dovuto partire” troppo presto


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all'amico farmacista/speaker Edy che ha “dovuto raggiungere” troppo in fretta il suo papà


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Ma a sorpresa quell'anno ci fu l'arrivo di uno sceicco con il suo seguito di donne che voleva comprarsi seduta stante la scuderia intera, ma noi non siamo gente che si svende facilmente e per poco, le trattative sono ancora in corso.......
Nello stesso anno mi è stato consegnato dal primo cittadino di Cervignano, quel Sindaco che nell'anno in cui al termine della gymkana incominciò a piovigginare ed in fretta e furia ci demmo un gran d'affare per raccogliere le balle di paglia, ce n'erano 1200, e metterle al riparo perchè in caso di rottura dei legacci avremmo dovute pagarle con un non previsto aggravio sul bilancio,quel Signor Sindaco, dicevo che si è arrotolato le maniche ed è venuto a darci una mano.

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una targa ricordo quale “veterano” (veterano io, non si saranno sbagliati ?) sportivo.

L'attività dell'autocross non durò molto, dal 1975 al 1978 questo per diversi motivi.
La prima difficoltà fu quella dell'impegno temporale, allestire 3-4 gare all'anno non era impegno da poco, la pista andava mantenuta con lavori di ripristino ogni volta, la rete di recinzione strappata, il fondo da livellare con riporto di materiale, lo sfalcio dell'erba ecc.ecc.
Inoltre si diffuse una pratica poco piacevole che io segnalai ai responsabili delle varie scuderie facendo presente che qualora i gestori delle piste si fossero ribellati e avessero chiuso gl' impianti le loro vetture, che in alcuni casi sembravano rottami ma con costi da vetture nuove, avrebbero potute portarle al macero e così fu.
Questi signori volevano scaricare i costi della loro attività sportiva sugli organizzatori.
Le scuderie più organizzate si presentavano in pista con delle bisarche (i camion trasporto vetture) che non erano di proprietà e quindi avevano un costo di noleggio.
La C.S.A.I. aveva reso obbligatoria l'iscrizione 5-7 giorni prima della gara, a seconda del regolamento particolare, questo per tutelare gli organizzatori che alcune volte si erano trovati il giorno dell'evento con pochissimi concorrenti, avrebbero così potuto eventualmente rinviare se ci fossero state defezioni magari per concomitanze dell' ultim'ora.
Le iscrizioni avrebbero dovuto arrivare scritte con la quota d'iscrizione, ma la pratica diffusasi era quella di accettare l'elenco dei partecipanti per telefono, chi ce l'aveva il fax allora.
All'ultimo momento, il venerdì o addirittura il sabato arrivava la telefonata con ricatto: “Se mi pagate il trasporto, 200-300 mila lire veniamo in 8-10 altrimenti restiamo tutti a casa”.
Ovviamente eravamo costretti ad accettare per non dare il via ad una gara sottotono.
Inoltre, tra il personale che operava in pista, nel parco chiuso, nei vari servizi, si era diffusa la convinzione che noi, i due titolari della Società, stessimo lucrando, questo perchè il numero degli spettatori che appariva sugli articoli dei quotidiani era gonfiato, giustamente, ma faceva parte della strategia di marketing.
Come sempre, in questi casi, subentra l'invidia e il timore di essere sfruttati non tenendo conto che gl' investimenti notevoli ed i rischi erano tutti nostri come in una normale azienda, bastava che in una stagione s'incappasse in un giornata di pioggia, com'è successo, che i bilanci dell'anno saltavano.
Quindi iniziarono le richieste di pagamento, i volontari, gli appassionati stavano diventando tutti lavoratori salariati, non si è voluto capire che dette attività possono reggersi solo ed unicamente grazie ad un impegno di volontariato, se nei rally dovessero pagare tutti i commissari di percorso sarebbe la fine.
La goccia che fece traboccare il vaso fu l'imposizione da parte della CSAI di prevedere dei premi in denaro, oltre alle coppe, sommata ai costi di assicurazione, affitto, contabili, fiscali e varie, tutto divenne non più gestibile.
Si verificò quello che avevo predetto ai presidente delle scuderie e anche le altre piste della Regione, una ad una, chiusero l'attività e molti anzi con il tempo tutti i piloti locali costretti a sobbarcarsi lunghe trasferte portarono le macchine allo sfascio.
Ci venne a fagiolo la notizia che un club motociclistico stava cercando un terreno per allestire un pista di motocross, la stessa società che in seguito costruì e tuttora gestisce la pista di speedway di Udine, sede di prove di campionato mondiale.
Prendemmo contatti con il Presidente ed in breve raggiungemmo un accordo economico di cessione con subentro nei contratti d'affitto.
Purtroppo, per loro, diedero avvio a cospicui lavori di movimento terra per adattare il tracciato alla nuova disciplina che prevedeva parecchie cunette per i salti, ma è stata la mossa irresponsabile che ha indispettito l' Amministrazione Comunale, dove, nel frattempo era cambiato anche il Sindaco.
Risultato catastrofico perchè la Giunta non approvò il rinnovo del contratto con la conseguente reazione del Club motociclistico che ci fece causa civile ed una notevole richiesta di danni per i lavori di adeguamento alla nuova attività effettuati, come se la responsabilità del cattivo operato fosse nostra, era evidentemente una operazione per salvare il salvabile.
La comica era che io, per accondiscendere ad una precisa richiesta del Presidente, avevo una quota nella nuova società, quindi risultavo in causa con me stesso.
Il risultato fu che persero la causa e dovettero, a quel punto, rivolgere le loro attenzioni sulla pista di speedway.
In seguito sul quei terreni nacque un campo addestramento cani che, per quanto mi risulta non c'è più.
La delusione fu grande, da parte mia, al punto che non ne volli più sapere, mi dedicai, per qualche anno, molto più piacevolmente al diporto con le barche che amorevolmente curavo durante l'inverno .
Solo più tardi, quando venni coinvolto nella fondazione della Croce Verde, associazione di volontariato sanitario, ripresi con il solito impegno l'attività di organizzatore, il Grande Ferrari si definiva “agitatore di uomini”, io moooolto più modestamente mi considero un coordinatore anche se questa figura rischia, il più delle volte, di diventare antipatica perchè deve “ordinare” e non tutti capiscono che in regime di anarchia nessuno ordina, tutti fanno quello che vogliono ma non si conclude un bel nulla.
E, guarda caso, tornando alle origini, mi ritrovai ad allestire alcune bellissime gare di kart nel centro cittadino.
Nell'arco di cinquant' anni ci stanno ancora queste due stagioni, poi......non si sa mai !


(continua)


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Natale Cinquino da esposizione (Catania)


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Spedito - 26 September 2007 :  17:52:46  Mostra profilo  Rispondi allegando il testo

Ancora, continua.

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Modificato da - Natale on 26 September 2007 17:53:23
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Nicolicchio Cinquino da esposizione (Mestre)


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Spedito - 26 September 2007 :  17:55:24  Mostra profilo  Rispondi allegando il testo

Basta, basta. Vinc non riesco più a starti dietro. Mi basta saltare qualche giorno e mi ritrovo un malloppo da leggere. (non fermarti continua a scrivere, mi raccomando).
Ora però tutti questi splendidi racconti li raccogli in una pubblicazione autografata per noi del forum. Io però vengo a prendermela di persona, in un'oretta sono a Cervignano; così ne approfitto per spulciare il tuo cinquino.

E' una Fiat 2300 S coupè quella che sta sportellando con la Porsche?

Cambio per un istante argomento così parliamo la stessa lingua: a proposito di Ramandolo un mio amico di Mestre ha messo su un'azienda vinicola a Nimis e produce proprio il Ramandolo. Ogni anno organizza una festa e quando torno a casa ho il bagagliaio della macchina sempre pieno di quell'ottimo vinello.

"Signorina gradisce un whisky?"
"Solo un dito grazie"
"E' sicura di non volere prima un whisky?"
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macovince Cinquino da esposizione (Cervignano)


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Spedito - 26 September 2007 :  18:04:19  Mostra profilo  Visita l'homepage di macovince  Clicca per vedere macovince's l'indirizzo Messanger MSN  Rispondi allegando il testo

Quel bas...do della Fiat 2300 ha fatto di tutto per buttarmi fuori ed in parte c'era riuscito, ma come ho detto...non ha fatto altro che farmi inc...re.
Il Ramandolo piace alle donne ed anche agli uomini, è dolcetto per niente nauseabondo, pulisce tutte le vie da quelle respiratorie al resto...

PS: Quando vuoi venire sei il benvenuto.

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Modificato da - macovince on 26 September 2007 19:44:17
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Natale Cinquino da esposizione (Catania)


Messaggi 8838

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Spedito - 26 September 2007 :  18:07:49  Mostra profilo  Rispondi allegando il testo

Minch.......a, allora fa per me, io fumo, ho bisogno di pulire tutte le vie respiratorie......e il resto.
VINCENZO non ti fermare, continua a scrivere, vedi io sono sempre il primo a leggere.

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Modificato da - Natale on 26 September 2007 18:09:17
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Andrea Cinquino da esposizione (Bologna)


Messaggi 5355

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Spedito - 26 September 2007 :  19:41:15  Mostra profilo  Clicca per vedere Andrea's l'indirizzo Messanger MSN  Rispondi allegando il testo

a me non tocca niente???

Modificato da - Andrea on 26 September 2007 19:41:31
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macovince Cinquino da esposizione (Cervignano)


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Spedito - 26 September 2007 :  19:48:25  Mostra profilo  Visita l'homepage di macovince  Clicca per vedere macovince's l'indirizzo Messanger MSN  Rispondi allegando il testo

Citazione:
Originariamente inviato da Andrea

a me non tocca niente???



...a te un "fracco" di botte se non vieni a trovarmi

a Natale faccio lo stesso invito, senza botte...se viene in 500

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