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Spedito - 20 September 2007 : 17:59:07
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il Regolamento il volantino Allora, ovviamente, non c'erano i telefoni cellulari quindi per tenere sotto controllo tutto il percorso ci affidammo ad un gruppo di volontari CB, mentre, in seguito ottenni la collaborazione dei militari della locale caserma con tre-quattro postazioni di radio mobili, adirittura un anno ci montarono anche una bellissima tribuna in tubi Innocenti, quella che usavano per le parate militari, insomma le pensavamo tutte e ad ogni nuova edizione si apportavano migliorie sia dal punto di vista spettacolare che organizzativo. Economicamente fummo sostenuti da una trentina di ditte locali mentre ebbi la felice idea di coinvolgere mio padre per l'offerta del Trofeo, felice perchè si rivelò un buon investimento pubblicitario e mi giustificò con il padre/padrone per le assenze dal lavoro dovute agli impegni organizzativi dei quindici giorni precedenti la manifestazione. Ma l'apporto più “solido” lo diede il solito amico Bughi che ha sempre avuto una abilità unica e riconosciuta nello “spillare” quattrini a tutti, quand'era alla ricerca di sponsor non faceva distinzione tra commercianti, artigiani, professionista o la massaia di casa, poco ci mancava che andasse anche dal Monsignore, in quei giorni ed anche in futuro per tanti anni, tante manifestazioni e iniziative non c'era persona che lui conoscesse, e ne conosce molta, che non fosse coinvolta nel sostegno economico amichevolmente richiesto. Insomma al Bughi nessuno diceva di no. C'è da dire che contrariamente a quanto succede solitamente noi abbiamo sempre, dopo ogni iniziativa, reso pubblico il bilancio economico con assoluta precisione e trasparenza, tutt'ora io conservo i bilanci delle manifestazioni in cui ero impegnato perchè ritengo che quando si gestiscono soldi altrui si debba essere asso-lu-ta-mente (come dice Prodi) rigorosi. Anche per quanto riguarda l'immagine avevo la collaborazione dell' artista Bertino, detto “pinel”, forma dialettale per definire il pennello, come tutti gli artisti un po' strano e fantasioso, lui aveva il compito di studiare la grafica di volantini e manifesti con i quali negli anni annunciavamo l'evento e devo riconoscere che da questo punto di vista ci siamo sempre presentati con delle belle immagini che riscuotevano approvazione e interesse. Un bel personaggio anche questo, ha fatto il grafico pubblicitario, il tipografo, il serigrafo, il commerciante di biancheria intima, il ristoratore, il gestore di night club, il fabbricante di birra (Mastro birraio), il barista, insomma è ancora alla ricerca di cosa farà da grande. Sarà lui, in futuro, che mi affiancherà nella realizzazione e gestione della pista di autocross. C'era chi si occupava delle classifiche, chi faceva lo speaker, chi aveva i sostegni politici in Comune, in Regione, chi teneva i contatti con il Comando militare, chi alla fine della gara coordinava i ragazzi che dovevano recuperare birilli e attrezzatura varia al fine di lasciare tutto il percorso sgombero per il passaggio della spazzatrice comunale, perfino chi aveva il solo compito di preparare, in sala Consigliare, l'esposizione delle coppe per la premiazione, insomma lo staff era completo e attivo. A tale proposito mi viene un mente una simpatica iniziativa che misi in atto in occasione di una gara di kart cittadina, parecchi anni dopo (altra stagione). Il più fido e attivo collaboratore era sempre il Bughi e, come succede, né io né lui mai eravamo stati premiati pubblicamente per tutto quello che avevamo fatto, cosa escogitai ? Mi feci tagliare da un artigiano locale, perfettamente a metà una coppa che diedi a chi in quella occasione era chiamato a premiare i vincitori, chiamati ambedue sul palco ci venne quindi consegnata metà coppa ciascuno per meriti ampiamente acquisiti. Facemmo un figurone, soprattutto, quello che ci premeva con l'Amministrazione Comunale, questo ci serviva per una ipotetica e proficua collaborazione futura. La sala Consiliare allestita per le premiazioni   La partecipazione di pubblico accorso da tutta la Bassa Friulana, sbalordì tutti, era da tempo che a Cervignano non si vedeva tanta gente, avevamo paralizzato il traffico fino a ore piccole ma ne era valsa la pena. Nei giorni seguenti non si parlava d'altro anche perchè il tipo di manifestazione era del tutto nuovo e coinvolgeva facilmente autisti di tutti i giorni che mai si sarebbero iscritti ad una gara automobilistica, si erano ritrovati coinvolti così, tanto per provare, qualcuno sicuro di fare il figurone con la fidanzata o con la moglie, altri convinti di sbaragliare il campo con facilità, altri ancora magari ridimensionati da una figuraccia di fronte agli amici pronti a fischiare o ad applaudire. Il bilancio economico fu anch'esso positivo, a fronte di una spesa di £. 248.530 risultò un avanzo di 25.970 che confluirono nelle casse, sempre vuote come in tutte le associazioni, della “P.Zorutti”. |
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Spedito - 21 September 2007 : 22:48:02
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  Da subito però notai che quei pochi giochi che avevamo inserito lungo il tracciato, se da un lato servivano per rallentare la corsa dei più scatenati, dall'altro non davano soddisfazione né ai partecipanti né agli spettatori che volevano sentire stridere le gomme e i motori al massimo dei giri, c'era insomma più voglia di competizione automobilistica, per quello che si poteva fare in un centro cittadino dove le protezioni per il pubblico si limitavano a dei nastri o delle corde di contenimento che regolarmente dopo mezz'ora non c'erano più o non servivano più allo scopo.   Quello della sicurezza è sempre stato un problema di cui noi ci siamo fatti carico e per il quale la Commissione Provinciale di vigilanza sui pubblici spettacoli formata dal Questore o suo vice, da un ingegnere della protezione civile, dal Comandante dei Vigili del fuoco provinciale, dal Comandante dei Vigili urbani e alcuni altri ancora di cui non ricordo le rappresentatività. Certo è che la visita della Commissione che normalmente precedeva di qualche giorno la data della manifestazione ci teneva sempre in apprensione perchè poteva arrivare, così come è arrivato in qualche occasione, il diniego o la richiesta di modifiche al tracciato. Devo anche riconoscere che dopo i primi anni ci veniva riconosciuta una certa serietà ed abilità organizzativa, quindi, nei limiti, ci veniva concessa fiducia, certamente erano altri tempi e quello che veniva considerato fattibile allora forse, anzi sicuramente, oggi non lo è più soprattutto perchè da parte delle Autorità responsabili si tende a non assumersi alcuna responsabilità per cui molte volte a fronte di una domanda c'è la risposta negativa che è la soluzione di tutti i problemi. Avrò conferma di ciò in futuro quando dovrò collaudare la pista di autocross , per la quale ho avuto non poche difficoltà, ma è un argomento di un'altra “stagione”. Nel 1969 venni a conoscenza che c'era la finale del Campionato Italiano gymkane e quindi, tanto per dare un'occhiata su cosa facevano gli altri, non si sa mai, dissi, c'è sempre qualcosa da imparare, io e mia moglie ci decidemmo a fare una gita in Emilia. Ci piazzammo, con la Giulia Junior, al terzo posto assoluto, ma a parte le prove di abilità di guida c'erano ancora troppi giochi e prove diverse come il tiro con l'arco, un tragitto a cavallo, la pesca della trota, tiro con la balestra ecc. che a me non interessavano, pensavo che al Campionato Italiano si corresse solo in macchina, bello il giretto a cavallo che per me era una novità ma non ci sarei andato fino a Bologna per questo, il maneggio lo trovavo anche vicino casa. Comunque i rapporti con gli organizzatori li tenni anche negli anni successivi per poter iscrivere la prova di Cervignano tra quelle inserite nel Campionato Italiano ed Europeo che però restò solo sulla carta per quanto mi riguardò mentre alcuni concorrenti bolognesi vennero in Friuli e furono entusiasti tanto da richiederci annualmente la comunicazione della data di effettuazione.  Come logica conseguenza negli anni successivi il tracciato si fece sempre più tecnico e veloce con l'eliminazione di tutti i giochi, anche lo sviluppo del tracciato fu ridotto per poter concentrare e proteggere maggiormente il pubblico. Lo svolgimento da notturno venne trasformato in diurno visto il notevole numero di partecipanti che superarono in alcune occasioni i 120-130 concorrenti, anche riguardo a ciò, malgrado le lamentele di qualche cittadino, pochi per la verità, la durata della gara, il rumore e la paralisi del traffico nel centro cittadino che interferiva con la statale per Grado erano motivo di disagio che fu ben sopportato grazie alla costante e numerosa affluenza di pubblico, sia da parte delle Autorità sia dai cittadini. Fu l'anno successivo, il 1970, che organizzai il Campionato Regionale visto che oramai il numero di gare che andavamo gestendo per conto di varie Pro Loco si era fatto abbastanza numeroso    mentre la prova di Cervignano veniva inserita nel calendario del Campionato Italiano. Ma anche altre iniziative sul tema automobilismo erano nei nostri programmi La voglia di dare libero sfogo alla gara di velocità vera e propria mi portò a pensare di utilizzare quel che restava della vecchia pista di kart, peccato che l'insediamento di un deposito di carburanti con annesso distributore di benzina avesse eliminato una parte del tracciato, ma in mancanza d'altro....mascherando sotto la denominazione di gymkana, per ovvi motivi di permessi, feci questo esperimento che poi sfociò nel progetto pista di autocross, ne parleremo in seguito. Ancora per qualche anno ci dovemmo accontentare dell'attività delle gymkane un po' in tutti i centri del Friuli-Venezia Giulia      |
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Spedito - 22 September 2007 : 19:44:46
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Uno dei piloti, questo sì che possiamo definirlo tale vista la successiva attività di tutto rispetto in gare di velocità in pista prima con una Abarth 695 preparata da Garavello e poi con una potentissima Ford Escord preparata in Inghilterra, con il quale mi dovevo confrontare nella categoria maggiore era piuttosto agguerrito. Io correvo sempre con la Giulia Junior, motore 1300 al quale avevo fatto sostituire le camme ma senza nessuna altra modifica, neanche la lucidatura dei condotti, quindi con un incremento di prestazioni relativo mentre l'amico-rivale disponeva di una Giulia GT 2000 e, non solo, essendo già allora affermato rivenditore d'auto usate s' iscriveva in tutte le sei categorie disponendo pertanto di sei prove del circuito (si poteva effettuare una sola prova per categoria diversamente da quanto si faceva, per esempio nel vicino Veneto dove un concorrente poteva iscriversi una infinità di volte nella stessa categoria con un dispendio economico a volte notevole). Ho sempre venduta cara la pelle comunque, nello slalom mi difendevo benissimo mentre ero in difficoltà per una semplice questione di potenza disponibile quando si doveva fare le rotazioni di 180°-360°. Rivalità sportiva a parte, il buon Mario Ruoso, oggi cavaliere e titolare del famoso “Garage Venezia” di Pordenone e della emittente Tv “Telepordenone” fu probabilmente colui il quale introdusse nel nostro ambiente un gruppetto di dipendenti civili e militari della base aerea americana di Aviano. In particolare con due ingegneri  allacciai buoni rapporti specialmente dopo una loro simpatica visita a casa mia, se ne andarono a notte fonda dopo essersi scolati in due una bottiglia di whisky, ricambiando, in seguito, a casa loro con due caffè americani. Considerazioni “speculine” a parte ci hanno dato l'opportunità di divertirci nelle gare che loro organizzavano all'interno della base. Il percorso era ricavato nelle piste di svincolo con pochissimi birilli per lo slalom, il resto velocità pura. Feci un dispettuccio a Dick quando lo battei con il prototipo mentre lui disponeva di una BMW 2002 preparata dall'Alpina, certo il tracciato era più adatto al mio piccolo bolide e malgrado le forti derapate l'amico dovette soccombere. Per partecipare a queste gare dovevamo inviare una settimana prima l'elenco dei piloti e degli accompagnatori per le dovute verifiche da parte della security, all'interno,ovviamente, non si poteva fotografare anche se la tentazione era tanta perchè a due passi decollavano e atterravano in continuazione gli F16 per poi vederli sparire negli hangar dove probabilmente c'erano gli ascensori che li portavano nell'interrato dove si diceva ci fosse una vera e propria cittadina con tutti i servizi, voci? Forse, certo è che in superficie non si vedeva niente e questo accentuava la curiosità. Mi colpì l'autobotte dei pompieri militari, con motore a benzina, è rimasto in moto tutto il tempo dello svolgimento della manifestazione. A mezzogiorno, pranzo al campo, grigliate di carne e wurstel con un pane sottovuoto che sembrava di plastica per come “rinveniva” quando lo schiacciavi, serviti dalle moglie degli organizzatori, insomma classico clima americano. Ho un bellissimo ricordo di queste domeniche. Già l' ho raccontato più volte un fatto che allora m' ha colpito e ricordo sempre con piacere, mi perdoni chi già l'ha sentito. Le premiazioni delle gare “americane” si facevano in un bar/ristorante a Pordenone a qualche km. dalla base dove solitamente si riunivano gli organizzatori, in una saletta al piano interrato. Con i miei amici arrivai un po' prima degli altri e ci sedemmo in attesa, ad un certo punto entra un militare ed un graduato, non conoscendo i gradi statunitensi non sapevo di chi si trattasse, questi si accorsero che una lampadina di una applique era bruciata ed allora il graduato si alzò su una sedia e sostituì la lampadina con una prelevata altrove. Seppi dopo, al momento dei saluti di commiato e di premiazione, che si trattava del Comandante della base. Questo per confermare l'estremo senso pratico di quelle popolazioni, fosse stato una militare italiano avrebbe dato ordine all'ufficiale che a sua volta lo dava al sottufficiale che lo dirottava al militare. Gli anni passano ed arriviamo al 1974, l'anno dell'ultima gymkana Città di Cervignano, questo perchè l'anno successivo, cambiata la maggioranza in Consiglio Comunale iniziarono le difficoltà, probabilmente anche e non solo a causa dei conflitti continui che avevo in quanto Presidente Mandamentale dell'Associazione Commercianti. Questa attività mi vide coinvolto per quasi vent'anni anche in qualità di Consigliere Provinciale dell'ASCOM, periodo di cambiamenti notevoli con l'avvento della grande distribuzione che in Friuli ebbe un proliferare esplosivo e traumatico in alcuni casi, era logico che in qualità di rappresentante della categoria ne prendessi le difese in tutti i modi e con tutti i mezzi. Forse quando su mio invito in occasione di una assemblea dei commercianti locali indetta dal Sindaco di “punto in bianco” tutti si alzarono e abbandonarono l'aula, si decise l'inizio delle ostilità con le future difficoltà di collaborazione. Tant'è, battaglie ne ho fatte tante, non sempre vinte, con rispetto ma senza timore reverenziale. Certamente l'attività sportiva doveva trovare un seguito e, se possibile, anche un cambiamento da gara di abilità a sfida di velocità alla quale tutti aspiravamo, già allora si parlava di un autodromo che doveva nascere nella pedemontana ma l'ostacolo insormontabile dell'investimento economico e l'inesistente interesse della classe politica Regionale per questo nostro amato sport non consentirono mai la soluzione del problema, era ed è ancora oggi più premiante politicamente fare decine e decine di campi di calcio e piscine magari a 10 km dal mare. Con riferimento alla garetta fatta nella vecchia pista di kart, allora, mi ricordai di quella bellissima pista inattiva da anni di Grado, il tracciato era la copia esatta della “pista rossa” di Milano, realizzata negli anni del bum kartistico, gestita per un paio d'anni solo per il noleggio ma mai utilizzata per gare ufficiali. Era situata in una zona decentrata, oltre la pineta in prossimità di un camping di cui era proprietario un signore che mi descrissero essere un po' difficile di carattere, insomma autoritario e scontroso, del resto veniva dai monti dove aveva anche alcune sciovie. Mi armai di coraggio e telefonai alla segretaria per un appuntamento, se non mi son messo il pannolone quel giorno penso che non lo metterò neanche a 90 anni, se c'arrivo. (continua) |
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Modificato da - macovince on 23 September 2007 08:53:48 |
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Spedito - 23 September 2007 : 10:52:00
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VINCENZO mi parli un pò dell'ALPINA, ti spiego: appena mi trasferii da MILANO a CATANIA anno:1984 mi capitò di conoscere un ragazzo durante un turno di servizio che mi parlò di una BMW 320 ALPINE che tenevano in una azienda agricola dentro un capannone e non veniva usata da alcuni anni. La cosa mi incuriosì al punto che chiesi di farmela vedere, detto fatto. Dopo qualche giorno fissammo un appuntamento e andai a vederla. Giunto sul posto fu aperto un grosso capannone e meraviglia delle meraviglie intravidi l'auto, era sommersa da kg di polvere, qualche balla di fieno, ma integra, neanche un graffio, assetto ribbassato ai minimi termini, minigonne, spollier anteriore che toccava quasi terra; poi aperto il cofano motore vidi che anche il motore era elaborato, montava due grossi carburatori doppio corpo con tromboncini attaccati ad un insolito collettore, non ti dico oi i cerchi in lega che montava, mi innammorai di quell'auto e chiesi se era in vendita. Fu tanto lo stupore quando mi disse che a me l'avrebbe venduta essendo io appartenente alle forze dell'ordine ed avendogli suscitato tanta simpatia, fù quasi un regalo, due milioni di lire, da non crederci. Premesso che il ragazzo apparteneva ad una famiglia molto facoltosa, grossi proprietari terrieri dal titolo nobiliare di BARONE, ecco giustificato perchè fu richiesta una cifra bassa. La settimana successiva fatto il passaggio portai un mio amico meccanico che dopo aver sostituito la batteria e controllato il motore, mise in moto e la portai a casa. Pulita e lucidata ho subito provveduto alla sostituzione dell'olio, candele e messa a punto generale. Era bella, nulla da dire; però minch....a quanto consumava faceva appena tre-quattro km al litro, però è anche vero che mi sono divertito tanto. La tenni circa due anni, poi fu usata da mio cognato per qualche tempo finchè ha fuso il motore, sapessi che in*****atura che mi sono preso. L'ho poi venduta ad un tizio che se anche consapevole del motore fuso la comprò ugualmente perchè era interessato ai carburatori ed a quel collettore particolare che già allora per ritirarlo all' ALPINE costava tantissimo. Dopo qualche tempo mi capitò di incontrare l'aquirente con l'auto da me venduta, il fatto che l'avesse sistemata mi fece profondamente piacere.  |
Riuscire a mandare qualcuno a ******o è una pensata di molti ma una virtù di pochi... |
Modificato da - Natale on 23 September 2007 11:05:22 |
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Spedito - 23 September 2007 : 15:17:34
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La serie BMW 320 sostituì la 2002 e venne prodotta in varie versioni: 320-I dal 75 al 77 320-IS dal 89 al 91 320-I dal 92 al 95 integrate con le versioni sportive M3 dal 86 in poi. Precedentemente alla 320 c'era la BMW 2002, anche questa in varie versioni prodotta dal 68 al 75. Le versioni "02". con cilindrate diverse 1600-1800-2000 ebbero un notevole successo in particolare negli Stati Uniti arrivando ad una produzione totale di 330.212 unità. Le potenze variavano da 120 CV fino a 280 del modello 2002 tik, con compressore. In quegli anni il preparatore specializzatosi in BMW era l'ALPINA, da non confondersi con l'ALPINE, con la "E" finale, che come tutti sapranno erano le Renault (5-5 turbo-berlinetta A310 insomma le vetture della serie sportiva della casa francese). La BMW 2002 che io ho citato era stata preparata in Germania e dichiarava 200 CV, non dobbiamo dimenticare che le berline di serie BMW di allora partivano da 90 CV, potenze che oggi sono quasi ridicole, allora erano considerate di tutto rispetto tant'è che venivano viste come berline dal carattere sportivo. Particolare curioso, montavano due doppi carburatori Weber DCOE 40, come in quasi tutte le elaborazione del tempo, quelli che oggi cerchiamo affannosamente per le nostre 500.
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